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Whistleblowing

Whistleblowing Policy

Whistleblowing modulo di segnalazioni

Cos’è il Whistleblowing

Il Whistleblowing è un fondamentale strumento di compliance aziendale, tramite il quale i dipendenti oppure terze parti (per esempio un fornitore o un cliente) di un’azienda possono segnalare, in modo riservato e protetto, eventuali illeciti riscontrati durante la propria attività.

Whistleblower in inglese significa “soffiatore di fischietto”: il termine è una metafora del ruolo di arbitro o di poliziotto assunto da chi richiama e richiede l’attenzione su attività non consentite, ovvero illegali, affinché vengano fermate.

Il “whistleblower” (segnalatore o segnalante, in italiano) è quindi una persona che lavora in un’azienda (pubblica o privata) che decide di segnalare un illecito, una frode o un pericolo che ha rilevato durante la sua attività lavorativa (o, nel caso di un cliente, nel corso della sua esperienza di cliente di un’azienda).

Di conseguenza il whistleblowing è la pratica per segnalare violazioni di leggi o regolamenti, reati e casi di corruzione o frode, oltre a situazioni di pericolo per la salute e la sicurezza pubblica.

Oltre a quella intrinseca della prevenzione degli illeciti, l’utilità aggiuntiva e di valore del whistleblowing è quella di coinvolgere e sensibilizzare i cittadini nella lotta all’illegalità, responsabilizzandoli e richiedendo la loro partecipazione attiva per migliorare la società

Whistleblowing interno

Attraverso il whistleblowing e utilizzando specifici canali interni comunicativi, i lavoratori o le terze parti di un’organizzazione (pubblica o privata) possono segnalare condotte illecite o fraudolente di cui siano venuti a conoscenza.

Whistleblowing esterno

Si parla di whistleblowing esterno quando la segnalazione di un illecito viene fatta all’autorità giudiziaria, ai media o alle associazioni ed enti competenti.

Chi si avvale della pratica del whistleblowing esterno lo fa o per assenza di fiducia nei confronti della propria azienda, che non garantisce un sistema di whistleblowing sicuro e tutelante;

oppure perché non può proprio disporre di un sistema di whistleblowing all’interno della propria organizzazione.

Lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva UE di riforma del whistleblowing prevede sanzioni, da parte di Anac, sino a 50.000 Euro.

Lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva UE di riforma del whistleblowing prevede sanzioni, da parte di Anac, sino a 50.000 Euro nel caso in cui vengano accertate misure ritorsive o condotte vessatorie contro il segnalante, oppure l’ostacolare della segnalazione o la violazione dell’obbligo di riservatezza.
Previste sanzioni anche per i casi di non adozione di procedure per il whistleblowing o di non conformità delle procedure o di mancata gestione delle segnalazioni ricevute

Whistleblowing in Italia

In Italia la regolamentazione del whistleblowing è iniziata circa dieci anni fa, con l’introduzione della Legge 90/2012 e l’obiettivo di inserire la pratica delle segnalazioni di illeciti nelle organizzazioni, tutelando i segnalanti (dipendenti pubblici). L’obbligo, previsto per le pubbliche amministrazioni, di dotarsi di sistemi di prevenzione alla corruzione, tra cui un meccanismo di whistleblowing, è stato poi esteso, in parte, al settore privato con la Legge 30 novembre 2017, n. 179.

La normativa sul whistleblowing si riferisce anche a condotte illecite nel settore privato che vanno a comprendere la violazione della normativa sul Modello 231 previsto dalla Legge 231/2001.

Nel 2018 sono state poi inserite ulteriori disposizioni per la “protezione della riservatezza dell’identità dell’informatore”, in ottemperanza al GDPR.

Dal 2024 i Comuni con oltre 10.000 abitanti, le aziende con 50 o più dipendenti o quelle più piccole che adottano un Modello Organizzativo e di Gestione, dovranno introdurre sistemi informatici e procedure assolutamente sicure per gestire il whistleblowing.

Uno strumento di compliance vantaggioso per le aziende

Il whistleblowing è uno strumento di Compliance aziendale già attivo in numerosi Paesi, anche se con differenti modalità d’applicazione (l’Unione Europea ha pubblicato la nuova Direttiva sul whistleblowing).

Adottare un sistema di whistleblowing è un vantaggio per le aziende: significa rafforzare il proprio sistema di controllo interno e avere la possibilità di scoprire eventuali frodi e criticità prima che diano luogo a più gravi danni e/o responsabilità.

Poiché i primi soggetti in grado di intuire tempestivamente eventuali anomalie sono proprio i dipendenti, è interesse primario dell’azienda tutelare e persino incoraggiare le segnalazioni da parte di eventuali whistleblower. Spesso, infatti, affinché il sistema di Whistleblowing sia un elemento di miglioramento aziendale efficace, occorre che i top manager lo promuovano, diffondendo l’idea che la pratica del Whistleblowing non è altro che un motivo di miglioramento aziendale.

Caratteristiche di un sistema di whistleblowing efficace

Affinché un sistema di whistleblowing sia efficace è importante che sia integrato e radicato a tutti i livelli dell’organizzazione. Inoltre, a tutti gli utenti deve essere data la possibilità di accedere al sistema in modo semplice e veloce. E’ anche estremamente importante che l’intervento a fronte di una segnalazione sia rapido, sia per infondere fiducia nel “whistleblower” sia per il bene dell’azienda stessa.

In sintesi, un buon sistema di whistleblowing deve:

  • essere facilmente accessibile e utilizzabile
  • assicurare la ricezione confidenziale di ogni segnalazione
  • garantire il monitoraggio e la gestione delle segnalazioni
  • permettere la creazione della reportistica necessaria alle funzioni e agli organi preposti, e fornire visibilità in tempo reale sulle segnalazioni, sui provvedimenti e sulle azioni correttive.

Un sistema di whistleblowing con queste caratteristiche rappresenta un vero e proprio strumento di compliance proattiva che rende il luogo di lavoro più sicuro e moralmente ed eticamente attivo.